ANITA LEONI

Infinite mani strappano la pelle e violano una ferita scoperta,

sono ovunque. Non c’è scampo. Si fanno largo fra le carni,

lacerano. E quello che rimane non è che

brandelli di un giocattolo rotto.

Uno squarcio al ventre apre un taglio

da cui non doveva essere vista la prima

luce.

E due piccoli occhi incompleti vedono sfocate le

proprie gambe di un corpo dimezzato, mozzo, senza vita. Mentre

sadiche risate cieche avvolgono come nebbia l’innocenza fatta a pezzi.

E diciotto anime chiedono di ricordare l’uomo.