BESTIE

Mi batti per terra e ridi.

Il sangue mi chiude le narici,

mescolato alla polvere e allo sporco.

Schegge di denti, sangue, polvere in una purea densa e violacea.

Calpesti il mio naso con i tuoi scarponi e ridi.

Digrigno i denti in una fitta impotente e tu ridi.

Il dolore stringe le membra: soffro, e tu ridi.

Mi strappi i tendini da sotto la pelle lacera e contusa,

rimango a braccia aperte e ferite, rivolto al cielo; e tu ridi.

Mi inchiodi al muro, moderna crocefissione, con un gancio da macellaio,

non ti vedo in volto, vedo solo la parte più infima di te;

sento la tua voce ma non capisco, e tu ridi.

Mi strappi la pelle e mi butti in mezzo alle carcasse, e tu ridi.

Non posso più chiudere gli occhi, e tu ridi.

Ma ho smesso di ascoltare.

Perché io, per te, non sono nulla di più che una pelle di animale.

Morto. E tu ancora ridi. Bestia.