SOLITUDINE IMPERMEABILE

Vertigine d’avorio che sali

ai fragili occhi trasparenti

mentre conto i passi delle stanze vuote,

io tremo con te.

E con me il mio respiro.

La neve nel cuore,

i grumi nella gola

ed una solitudine invertebrata,

agitano un vuoto massiccio,

incolmabile di fantasmi.

Il freddo unico risiede

nell’empio tempio del tempo,

ne divora le mura umide,

di morte vestite, asfittiche d’aria,

dove, solo, brucio pagine bianche

tra spazi chiusi come silenzi,

chiuso in un’anima polverosa

di defunte parole, indifferente

e spaventato dal vivere.