Sull’autore

Nasco con il sogno di diventare meccanico. Ignoro il motivo ma, durante l’infanzia, avere le mani sporche di grasso mi affascinava al punto da passare le ore fingendo di aggiustare la bicicletta da qualche guasto. La scelta di conseguire il diploma scientifico-tecnologico non fu dettata tanto da velleità ingegneristiche quanto dal fatto che non avevo la minima intenzione di fare latino. Grazie ad alcuni insegnanti incapaci e alla poca voglia di fare, che contraddistingue l’adolescente medio, scoprii che fondamentalmente non mi fregava niente della maggior parte delle materie che mi venivano spiegate. O meglio, fatte in altri modi e in altri tempi le avrei sicuramente apprezzate di più, e forse non avrei alcune lacune che ancora oggi cerco di colmare. Quando ci penso cerco di consolarmi con la frase di Tolstoj: “Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.”(5). Certo, non sono un genio ma fa lo stesso. Nei confronti della matematica e della fisica, peraltro basilari del corso, ho maturato la convinzione che l’unica legge la cui previsione sia prossima al 100% è la Legge di Murphy. Terminati a fatica gli studi, approdai all’Università di Genova alla Facoltà di Scienze della Formazione, corso di Psicologia, dove i risultati furono decisamente più incoraggianti e soddisfacenti. Fu proprio qui che, grazie a docenti preparati e competenti, imparai ad apprezzare l’importanza del metodo scientifico, del metodo e delle fonti, forse perché per la mia formazione ero comunque poco incline alla psicoanalisi e più alla ricerca. Questo non mi impedì di non riuscire comunque a passare l’esame di dottorato. Almeno con l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione mi è andata meglio. Il che, in luce delle Leggi di Murphy, è piuttosto ovvio visto che volevo fare il ricercatore in Università. Momentaneamente mi barcameno tra brevi lavoretti di vario tipo, quando non sono disoccupato, cosa piuttosto comune di questi tempi.

 

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5 Nell’introduzione curata da Serena Vitale a Resurrezione di Lev Nikolaevič Tolstoj, Ed. Garzanti