IL NAUFRAGIO

Anime tra i flutti in tempesta,

schiuma nei polmoni,

annaspando dentro il fiato corto

di acqua e sale. Dalla bocca secca

litanie lontane di ricordi vaghi

gorgheggiano sul filo della sopravvivenza

la gola chiusa dall’aspro amaro,

le narici dense affogano

nell’affanno trascinato da correnti di panico

tra la voglia di vomitare e la cecità,

di occhi rossi e chiusi dall’accidia.

Senza appigli in una distesa di terra

tramutata in acqua dagli echi di marce

dal passo ottuso, non più del solo passato.

Il destino scende nel profondo denso

della pece, scritto tra le pareti dell’abietto.